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OK, È ARRIVATO IL MOMENTO DI PARLARE DI ILIAD

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Pubblicato da in Telefonia ·
Il nuovo operatore sembra volerci liberare dalla tirannia della compagnie telefoniche con la sua #Rivoluzione low cost. Ci fidiamo?

Antonella Di Biase per Motherboard

Minuti illimitati, SMS illimitati, 30 GB al mese in 4G+ a 5,99 euro al mese. L'offerta del nuovo operatore telefonico appena sbarcato in Italia, iliad, al primo sguardo è una bomba. La speranza di tutti, anche di chi starà a guardare prima di lanciarsi nell'avventura di una nuova SIM, è che iliad influisca su tutti gli altri operatori grazie al caro vecchio principio liberista della concorrenza.

Quella delle compagnie telefoniche, infatti, è vissuta da molti come una tirannia rispetto a tariffe, costi addebitati per motivi oscuri e copertura di rete non sempre all'altezza delle aspettative. In termini più generali, poi, c'è la possibilità che un accesso praticamente illimitato alla rete a costo agevolato incrementi la connettività degli italiani riducendo il tragico digital divide che ci affligge. Ma qui, dobbiamo ammetterlo, voliamo già molto in alto.

La parola chiave della nuova compagnia di base in Francia è Rivoluzione rispetto agli altri operatori, sia per quanto riguarda le tariffe irrisorie paragonate all'offerta — 30 Giga, nel 2018 e a un prezzo così basso, sono oggettivamente tanti — che per la trasparenza verso gli utenti. "L’offerta iliad comprende anche altri servizi tradizionalmente fatturati come costi nascosti" è scritto sul sito della compagnia in riferimento a costi aggiuntivi per servizi come la segreteria telefonica, il blocco dei numeri nascosti o l'SOS ricarica. L'attivazione, inoltre, può essere fatta completamente online o attraverso delle Simbox distribuite sul territorio di cui si può trovare una mappa qui.


La domanda che tutti si fanno in automatico è, legittimamente, "dov'è la fregatura". La risposta è che per ora conviene aspettare per averne la certezza, visto che il lancio in Italia è avvenuto pochissimi giorni fa, il 29 maggio. Vero è che il grande entusiasmo iniziale della #Rivoluzioneiliad si è convertito in una serie di dubbi espressi dagli utenti su Twitter e su alcuni gruppi Facebook.

In particolare, non sarebbero del tutto leciti i termini riguardanti il roaming in Europa: fuori dall'Italia, i giga a disposizione sono due e non 30, il che significa che c'è un'asimmetria tra l'offerta dentro i confini nazionali e quella all'estero. Inoltre, un'infografica relativa al roaming che era sul sito fino a qualche giorno fa, sarebbe stata modificata in corso d'opera perché ingannevole. Un altro problema emerso in questi giorni da chi ha attivato prontamente la sua nuova SIM è il geoblocking: ad alcuni utenti è stato assegnato un IP francese che blocca l'accesso a siti come Netflix e RaiPlay. I primi speed test sulla connessione, infine, sono stati un po' impietosi in diverse parti d'Italia.

Un problema che invece potrebbe emergere non rispetto agli utenti ma alla legge italiana sull'antiterrorismo è che l'acquisto della SIM non passa per una vera e propria verifica della corrispondenza con tra chi compra e l'intestatario della scheda. Non essendoci dei punti vendita fisici, la verifica avviene attraverso il caricamento di un video di assenso dell'intestatario. Non è ancora chiaro, però, se questo sia perfettamente lecito oppure no agli occhi della legge.



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